Maltempo, crisi e riapertura di mete estere hanno frenato l’estate del turismo

  • 17 Settembre 2019

    È una flessione non drammatica ma significativa quella dell’estate 2019 per il turismo in Italia. La stagione ha infatti chiuso con 205,7 milioni di presenze, 2,3 milioni in meno rispetto all’anno precedente, con un calo dell’1,1%. A pesare sugli indicatori sono stati diversi fattori, tra cui vanno considerate anche le pessime condizioni meteo che si sono protratte per tutto il mese di maggio e l’inizio di giugno, il rallentamento economico e la ripartenza del turismo in altre mete del Mediterraneo.

    Questi sono i dati che emergono dall’indagine CST per Confesercenti-Assoturismo su un campione di 2.484 imprese ricettive. La contrazione maggiore riguarda il mercato italiano, che si ferma a 110 milioni di presenze (-1,6 milioni in meno sul 2019, -1,5%). Gli stranieri a 95,8 milioni (-0,7%), con una diminuzione di 696 mila unità.

    Secondo le stime di CST per Confesercenti-Assoturismo, la contrazione maggiore riguarda il mercato italiano, che si ferma a 110 milioni di presenze (-1,6 milioni in meno sul 2019, -1,5%). Gli stranieri si fermano a 95,8 milioni di presenze (-0,7%), con una diminuzione di 696 mila unità. Il rallentamento è confermato anche dai dati di contabilità nazionale ISTAT che segnalano un arretramento della spesa dei turisti esteri sul territorio nazionale (-1,5% nel secondo trimestre dell’anno rispetto al primo).

    Tra le aree del Paese, è il Nord Ovest quella che segna il risultato migliore, presentando addirittura una leggera crescita (+0,2%) grazie all’aumento della domanda straniera (+0,7%), mentre Nord Est e Centro hanno registrato i risultati peggiori, entrambi in calo del -1,6%. Cali più contenuti sono stati registrati nelle regioni del Sud-Isole (-0,6%), dove il mercato estero ha segnato il +1,2% e quello italiano il -1,5%. Dall’indagine emergono risultati differenziati anche per le diverse tipologie di prodotto. Le città d’arte hanno registrato un aumento stimato delle presenze al +0,4%, con un sensibile rafforzamento degli italiani (+1%) e una stabilità degli stranieri (+0,1%). Le località balneari, invece, segnano il -2%, ( -2,9% gli italiani, -0,6% gli stranieri). In calo anche campagna (-0,6%) e località lacuali, che vedono un calo delle presenze del -1,9% (-2,4% di italiani e -1,8% dall’estero). Vero crollo, invece, per le località termali: il trimestre segnerebbe il -4,1%, con un calo significativo sia degli italiani (-3,4%) sia degli stranieri (-4,9%). Tiene, invece, la montagna. Rispetto all’estate 2018, il mercato straniero cresce solo nelle località ad interesse artistico-culturale e nelle aree di montagna. Aumentano sensibilmente le presenze da Francia e Europa dell’est; più contenuta la crescita da Paesi Scandinavi, Benelux, Spagna, Russia e Cina. Stabile il mercato statunitense, canadese e brasiliano, mentre sono in flessione quello tedesco, britannico, austriaco, giapponese e indiano.

    “Il primo consuntivo dell’estate 2019 ci consegna un quadro non incoraggiante per il settore, dopo il boom del 2017. Flessione dovuta alle cattive condizioni meteo del mese di maggio ma soprattutto alla ripresa della competizione internazionale“, commenta Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti. “Questo significa che c’è ancora tanto da fare per stabilizzare i flussi turistici verso l’Italia e per fidelizzare i visitatori che hanno ripreso a frequentare altre mete del Mediterraneo”.

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