I vantaggi

Investire nel turismo e nel marketing territoriale, oggi, significa sempre di più investire sulla crescita del territorio nel suo complesso, non solo nel settore della ricettività.

Un maggiore flusso di turisti significa aumentare sensibilmente le possibilità di attirare investimenti, rilanciare il commercio di vicinato, rivitalizzare i centri urbani, l’export e l’industria. Oggi investire nella promozione del territorio non è certamente solo una questione di immagine, ma un investimento realmente strategico e politicamente opportuno.

A illustrarlo chiaramente sono i numeri. Secondo dati IRISS e CNR il valore aggiunto, in termini di economia e giro d’affari, generato dal turismo in Italia si attesta su 103,6 miliardi di euro, oltre tre volte quello prodotto nel settore agro-alimentare e oltre quattro volte la ricchezza generata da tessile e abbigliamento.
Il numero degli occupati ha superato i 3,2 milioni, pari a circa il 13,2% dell’occupazione nazionale. Secondo le stime di Confesercenti, tra contributi diretti, indiretti e indotti, il turismo in Italia rappresenta l’11% totale del PIL del Paese.

I numeri di “Italia che Vale”

Con uno dei progetti di comunicazione, tarati sulle esigenze degli enti territoriali, di Italia che Vale si possono raggiungere numeri importanti di utenti, targettizzati per cluster tematici di interessi:

  • 18 milioni di copie distribuite su tutto il territorio nazionale
  • 9 milioni di contatti web ogni mese
  • 800mila follower sui social network
  • 700mila utenti profilati su mailing list

 

Perché investire nel marketing territoriale: le case history

Comune di Roma

Nel 2017 il Comune di Roma ha aumentato sensibilmente le risorse dedicate alla promozione territoriale, passando da 20mila Euro a 3 milioni di Euro in un solo esercizio.

Questo aumento ha permesso di essere presenti in numerose fiere di settore, di lanciare una newsletter ad operatori, giornalisti e blogger e di aumentare la comunicazione cartacea su riviste di prestigio. Anche la presenza sui social è aumentata sensibilmente.I risultati per Roma Capitale nel 2017 rispetto al 2016 sono stati notevoli:

• Arrivi complessivi: +3% (Fonte: Ebtl)
• Arrivi stranieri: +4% (Fonte: Ebtll)
• Arrivi in hotel 5 stelle: +5%, superando per la prima volta 1 milione di arrivi annuali (Fonte: Ebtl)
• Spesa straniera a Roma: 6.5 miliardi di Euro (+17,3%) (Fonte: Banca d’Italia)
• Aumento dell’indotto nel 2017: + 1 miliardo di Euro

Un miliardo di euro in più si è tradotto in un +0.7% di Pil per Roma e migliaia di posti di lavoro in più.

Expo 2015

Secondo l’equipe della SDA Bocconi incaricata di redigere una ricerca sugli effetti lasciati sul territorio milanese, lombardo e italiano da una grande manifestazione come Expo Milano 2015 (20 milioni di biglietti venduti), che ha comportato un massiccio investimento di promozione territoriale da parte di Governo, Regione Lombardia e Comune di Milano, l’evento ha permesso un’accelerazione di 15 anni per lo sviluppo del business a Milano e in Lombardia.

L’indotto complessivo calcolato per il periodo 2012-2020 è pari a 31,6 miliardi in termini di volume d’affari generato, corrispondente a circa l’1% della produzione nazionale. Il “Pil” dell’evento è stato pari a 13,9 miliardi e sul fronte dell’occupazione ha creato 242,4mila posti di lavoro in più su base annua.

L’indotto economico stimato per la Lombardia sul medesimo arco temporale è pari a 18,7 miliardi in termini di produzione aggiuntiva, con un valore aggiunto di 8,6 miliardi e un impatto occupazionale di 132mila unità annue. Per Milano l’indotto economico è stimato in 16,1 miliardi, con un valore aggiunto di 7,4 miliardi e un impatto occupazionale di 115mila unità di lavoro.

Inoltre il 2015 è stato un anno da record per l’export agroalimentare italiano (tematica al centro dell’Esposizione universale era il cibo), con un picco di 36,8 miliardi